Su questi prati pascolano i suoi esemplari di bovino grigio retico insieme a maiali, galline e asini, tutti allevati nel rispetto della specie. Nei campi dell’azienda agricola crescono invece verdure e numerose varietà di erbe aromatiche, baciate dal sole di queste zone. Reto mi conduce sulle rive del Lago di Poschiavo, dove da più di 35 anni coltiva personalmente le sue erbe aromatiche biologiche. Grazie al clima estivo mite qui, a circa 1000 metri sul livello del mare, cresce rigogliosa praticamente ogni varietà piantata. Ma quello che conta per Reto sono le sue amate piante aromatiche. Non a caso è stato uno dei primi agricoltori a dedicarsi completamente alla coltivazione delle erbe, con tecniche considerate pionieristiche per gli anni '80. 

Valle idilliaca
L’idilliaca valle si sveglia alle prime ore del mattino.
Campi die Reto Raselli
I campi di Reto si estendono a perdita d’occhio.
La coltivazione delle erbe è per me molto più di un lavoro.

Reto Raselli

Il «re» combatte ogni giorno in prima linea contro le erbe che infestano i suoi campi. Perché per le coltivazioni biologiche l’uso di sostanze chimiche è un vero tabù. Ma Reto non è il solo a portare avanti questa missione, infatti mi racconta che in Valposchiavo si trova la più alta densità di aziende bio della Svizzera. Il direttore dell’azienda agricola lavora i campi insieme ai suoi collaboratori, in ginocchio e sotto il sole cocente. Ma nonostante la fatica fisica, non c’è nulla che ami di più al mondo. Mentre camminiamo insieme sui suoi terreni decido di mettermi al lavoro anch’io: la passione e la dedizione di Reto per il lavoro nei campi e per i suoi prodotti sono a dir poco contagiosi.

Nadia Damaso lavorando
Anche Nadia si mette al lavoro.

Ogni anno Reto raccoglie in media tra le 30 e le 35 tonnellate di «erbette bio». Oggi la fama delle sue erbe aromatiche raccolte a mano è andata ben oltre i vicini confini nazionali, tant'è che il loro gusto impreziosisce le caramelle Ricola e l’infuso alle erbe Pro Montagna. Quando ha iniziato a raccontarmi del suo pensionamento imminente, gli occhi di Reto si sono subito riempiti di lacrime. Suo nipote, anche lui perito agrario, prenderà presto il timone dell’azienda, ma Reto non riuscirà a staccarsi davvero dalla sua attività ancora per molto tempo. La coltivazione delle erbe, infatti, è per lui molto più di un lavoro. Per questo gli prometto che, una volta in cucina, utilizzerò con la massima attenzione i suoi splendidi fiori e la miscela per l’infuso di montagna alla menta citrata e alla calendula bio. Ora non mi manca proprio nulla per preparare la quarta portata della mia cena: tortine di mela e arancia con menta citrata e caramello ai fiori di calendula e di cocco.

Selezionando fiori raccolti.
Un prezioso bottino: Reto e Nadia selezionano i fiori raccolti.

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